Mark Knopfler - Song for Sonny Liston - Mark Knopfler's World

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Testi e traduzioni


Mark Knopfler
Shangri-La

Pubblicazione: 28 settembre 2004
Durata: 66 min
Tracce: 14
Etichetta: Warner Brothers, Mercury
Produttore: Mark Knopfler e Chuck Ainlay
Registrazione: 2004, Shangri-la studio di Malibu, California




A cura di Francesco Moretti

“Un giorno di questi, scriveranno un blues per i combattenti. Sarà musicato solo per chitarra lenta, tromba appena accennata e…il gong.” (Sonny Liston)

Voglio cominciare questa ottava puntata con questa citazione, riportata da Mark sul libretto dei testi, di uno dei più grandi, sottostimati e meno amati campioni sportivi di tutti i tempi.
Charles Liston, detto Sonny, e soprannominato L’Orso per la sua imponenza e potenza sul ring, nacque nello stato dell’Arkansas in una non ben definita data tra il 1926 ed il 1930, tredicesimo e penultimo figlio di un mezzadro abusivo, Tobe Liston, e della sua seconda moglie, Helen Baskin.
Iniziato in tenerissima età al duro lavoro nei campi di cotone, veniva spesso frustato violentemente dal padre sulla schiena, al punto di portare, in età adulta, i segni indelebili di quelle sevizie.
Cresciuto con un carattere reso duro e forte dalle avversità incontrate fin dall’infanzia, Liston seguì, dopo la separazione dei due genitori, la madre Helen a St. Louis, e lì, invece di frequentare la scuola, si unì ad un gruppo di piccoli delinquenti dediti a furti e rapine, utilizzando la sua grande forza fisica per bloccare ed immobilizzare le vittime, o al limite tramortirle con un pugno.
Nel 1950, in seguito ad una condanna a 29 mesi per rapina a mano armata, Liston venne iniziato al pugilato dai cappellani del Missouri State Penitentiary, Edward Schlattman e Alois Stevens, che notarono il suo fisico possente (1,84 di altezza per 92 kg di peso, all’età di 20 anni) e ne intuirono le potenzialità.
Da lì in poi, dopo un breve periodo da dilettante, Liston cominciò la sua straordinaria carriera professionistica, che lo portò, negli anni, vittoria dopo vittoria (molto spesso prima del limite, vista la potenza dei suoi colpi), ad ottenere, finalmente, una chance per il titolo mondiale dei pesi massimi, che sfruttò senza esitazioni, dapprima riducendo in preda al terrore con la sua espressione facciale impassibile e cattiva, poi abbattendolo in un solo round, il campione Floyd Patterson, sconfitto alla medesima maniera anche nella rivincita.
Ma gli episodi più memorabili della carriera professionistica di Liston furono, per certo, i due incontri con l’allora giovane Cassius Marcellus Clay, in procinto di convertirsi alla fede musulmana e diventare Muhammad Alì, secondo tanti addetti ai lavori due combine volute dalla mafia, che controllava il pugilato che contava mediante i suoi uomini (un nome per tutti, l’organizzatore Frankie Carbo, direttore dell’agenzia Intercontinental Promotions) e voleva Clay campione, in quanto più gradevole per il pubblico rispetto a Liston.
In particolare il secondo incontro, svoltosi, dopo il rifiuto ad ospitare il match di tante sedi importanti, in una sconosciuta cittadina del Maine, Lewiston, che mai più avrebbe ospitato incontri titolati, davanti ad uno scarso pubblico ed avendo come arbitro un grande ex-campione dei pesi massimi, Jersey Joe Walcott, che però in quella funzione era un autentico sprovveduto.
L’incontro terminò per ko alla prima ripresa, con Alì che allungò il braccio destro come per cercare la distanza tra lui e l’avversario, senza usare forza, e Liston che rovinò al tappeto come se investito da una valanga.
Walcott, decisamente sorpreso dalla cosa, dapprima cominciò il conteggio, poi allontanò Alì dal centro del ring, poi si fermò, guardando con apprensione il tavolo dei giudici, poi, dopo una ventina di secondi, fece addirittura riprendere l’incontro, salvo poi fermarlo su imbeccata dall’esterno, con il pubblico, inferocito, che gridava alla combine.
Un’inchiesta federale svoltasi nel 1965, appurò che la società di organizzazione di Carbo assicurava a Liston una cospicua percentuale sui futuri introiti organizzativi dei match di Alì, il 46%.
E, guarda caso, il 5 gennaio del 1971, poco tempo dopo l’annuncio del primo incontro tra Muhammad Alì e Joe Frazier, che si sarebbe svolto tre mesi più tardi, ed avrebbe portato la borsa di Alì dalle centinaia di migliaia ai due milioni e mezzo di dollari, cifra mai vista prima, Liston fu trovato morto nella sua villa di Las Vegas.
L’autopsia riscontrò tracce di droga nelle sue vene, particolare assai contrastante, se si pensa alla sua nota sincrasia per qualsiasi tipo di aghi o siringhe.
È opinione personale del sottoscritto, ma non solo, che Liston sia stato prima accomodato, poi fatto fuori quando le cifre da spartire sono diventate troppo allettanti.
Sono anche convinto che Alì avrebbe potuto, con le sue doti di rapidità negli spostamenti e velocità di esecuzione dei colpi, battere Liston in un incontro genuino, ma l’entourage malavitoso che controllava il pugilato di allora non volle, secondo me, lasciare nulla al caso.
Resta, comunque, l’impressione di uno Shangri La mai raggiunto, per questo grande e sfortunato atleta, tampinato da poliziotti e giornalisti anche quando non se lo meritava, malvisto, in un primo momento, anche dal Movimento Per I Diritti Civili Dei Neri (che poi cambiò idea, però) e, nonostante le sue malefatte, capace anche di atteggiamenti di grande generosità e buon cuore, sia verso il suo pubblico che verso le fasce più bisognose della sua gente.


Canzone per Sonny Liston

Tante bocche da sfamare, alla fattoria,
Sonny era il penultimo nato,
sua madre se ne andò di casa, suo padre lo picchiava a sangue,
e crebbe selvaggio, senza mai ricevere amore.

Aveva un sinistro come Il Martello Di Henry (1), un destro come Betty Bam-A-Lam (2),
andava con i rapinatori nel buio e nel terrore, e tutti quei picchiatori andavano giù come il piombo.

Frequentava i bassifondi, non avrebbe mai maltrattato il suo pubblico,
ma aveva dinamite in entrambe le mani.
Boom, bam, come una porta a vento,
il gong, il secchio, e gli avversari al tappeto.

State attenti! L’Orso è arrivato! Il denaro di qualcuno dice che L’Orso andrà al tappeto…
Eh sì, L’Orso non sorride mai. Sonny sta precipitando sempre più in basso,
Sonny sta precipitando sempre più in basso…

Ai giornalisti non piaceva, ed i pugili da due soldi,
visti il suo entourage malavitoso e le sue mani, dure come pietre,
non volevano avere a che fare con un mostro del genere.
Lui non piaceva a loro, loro non piacevano a lui.

Cadillac nera, stivali di coccodrillo,
denaro nelle tasche dei suoi vestiti a pelle di squalo.
Qualcuno disse che L’Orso si buttò apposta,
non ci poterono credere, quando lo videro andar giù.

Aveva un sinistro come Il Martello Di Henry (1), un destro come Betty Bam-A-Lam (2),
andava con i rapinatori nel buio e nel terrore, e tutti quei picchiatori andavano giù come il piombo.

Joe Louis (3) era il suo eroe, provò ad essere come lui,
ma un criminale bambino indossa per sempre una palla al piede.
Così, quelli dei diritti civili non lo vollero sul trono,
e pennivendoli e poliziotti non lo lasciarono mai in pace.

State attenti! L’Orso è arrivato! Il denaro di qualcuno dice che L’Orso andrà al tappeto…
Eh sì, L’Orso non sorride mai. Sonny sta precipitando sempre più in basso,
Sonny sta precipitando sempre più in basso…

Fu trovato ai piedi del suo letto, con i piedi sul pavimento,
c’era droga nelle sue vene, e una pistola nel cassetto.
Non ci fu alcuna indagine su quanto
odiasse gli aghi, ma sapesse troppo.

Cicatrici incrociate sulla sua schiena,
inflittegli da suo padre, come marchi di schiavitù.
Il penultimo figlio fu il penultimo re (4),
dopodiché, sul ring, non fu mai più la stessa cosa.

Aveva un sinistro come Il Martello Di Henry (1), un destro come Betty Bam-A-Lam (2),
andava con i rapinatori nel buio e nel terrore, e tutti quei picchiatori andavano giù come il piombo.

Nessuno sa per certo del giorno in cui nacque,
un bambino senza mamma, messo a lavorare in fattoria.
E nessuno sa per certo cosa accadde, il giorno in cui morì,
L’Orso era il re che loro misero da parte.

State attenti! L’Orso è arrivato! Il denaro di qualcuno dice che L’Orso andrà al tappeto…
Eh sì, L’Orso non sorride mai. Sonny sta precipitando sempre più in basso,
Sonny sta precipitando sempre più in basso…


Lyrics

Song for Sonny Liston

So many mouths to feed on the farm,
Sonny was the second to the last one born.
His mama ran away and his daddy beat him bad,
and he grew up wild, good love he never had.

He had a left like Henry’s Hammer (1), a right like Betty Bam-A-Lam (2),
rode with the muggers in the dark and dread, and all them sluggers went down like lead.

Well, he hung with the hoods, he wouldn’t stroke the fans,
but he had dynamite in both his hands.
Boom, bam, like the slammer door,
the bell and the can, and the bodies on the floor.

Beware! The Bear’s in town! Somebody’s money says The Bear’s going down…
Yeah, The Bear never smiles. Sonny’s going down for miles and miles,
Sonny’s going down for miles and miles…

The writers didn’t like him, the fight game jocks,
with his lowlife backers and his hands like rocks,
they don’t want to have a bogey man.
They didn’t like him, and he didn’t like them.

Black Cadillac, alligator boots,
money in the pockets of his sharkskin suits.
Some say The Bear took a flop,
they couldn’t believe it, when they saw him drop.

He had a left like Henry’s Hammer (1), a right like Betty Bam-A-Lam (2),
rode with the muggers in the dark and dread, and all them sluggers went down like lead.

Joe Louis (3) was his hero, he tried to be the same,
but a criminal child wears a ball and chain.
So, the civil rights’ people didn’t want him on the throne,
and the hacks and the cops wouldn’t leave him alone.

Beware! The Bear’s in town! Somebody’s money says The Bear’s going down…
Yeah, The Bear never smiles. Sonny’s going down for miles and miles,
Sonny’s going down for miles and miles…

At the foot of his bed, with his feet on the floor,
there was dope in his veins, and a pistol on the drawer.
There was no investigation as such
he hated needles, but he knew too much.

Criss-crossed on his back,
scars from his daddy, like slavery tracks.
The second-last child was the second-last king (4),
never again was it the same in the ring.

He had a left like Henry’s Hammer (1), a right like Betty Bam-A-Lam (2),
rode with the muggers in the dark and dread, and all them sluggers went down like lead.

They never could be sure about the day he was born,
a motherless child set to working on the farm.
And they never could be sure about the day he died,
The Bear was the king they cast aside.

Beware! The Bear’s in town! Somebody’s money says The Bear’s going down…
Yeah, The Bear never smiles. Sonny’s going down for miles and miles,
Sonny’s going down for miles and miles…


(1) Il Martello Di Henry (Henry’s Hammer): Qui non si capisce bene se il Nostro paragoni la potenza del sinistro di Liston al leggendario Martello di John Henry, eroe di pelle nera del folklore americano che, dice la leggenda, riuscì a vincere, con la sola forza delle sue braccia, una gara contro un martello pneumatico a vapore, scavando un tunnel attraverso una montagna, salvo poi morire subito dopo per l’enorme fatica, oppure al gancio sinistro del suo grande connazionale Henry Cooper, soprannominato allo stesso modo, ma senza le due “H” iniziali.
Sono aperte le votazioni…
(2) Betty Bam-A-Lam (oppure Bam-Ba-Lam): Il destro di Liston è paragonato al titolo di una famosissima canzone, Black Betty Bam-Ba-Lam, di Huddie “Lead Belly” Ledbetter, riproposta con grande successo anche da Tom Jones e dai Ram Jam.
Black Betty, secondo i detti popolari, sarebbe il nomignolo dato rispettivamente a: un moschetto, una bottiglia di whisky, una frusta oppure un furgone blindato del penitenziario.
Quattro cose capaci di stendere un uomo adulto al tappeto in men che non si dica…
(3) Joe Louis: Secondo tanti esperti di vecchia data il miglior peso massimo mai esistito, campione del mondo della sua categoria tra il 1937 ed il 1948, ritiratosi campione del mondo, ma poi tornato sul ring per ragioni di debiti, ed andato incontro ad un dolorosissimo declino, conclusosi con la sua morte, in povertà, a poco più di sessant’anni di età.
(4) Il penultimo figlio fu il penultimo re (The second-last child was the second-last king): Ed è vero. Liston e Alì fecero parlare di loro stessi non solo per eccezionali ragioni sportive, ma anche per importantissimi motivi sociologici e politici.
Dopo di loro, altri campioni sono venuti, ma nessuno dotato del carisma da loro posseduto (forse con l’eccezione di Mike Tyson?).


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